Il Ristorante Imbarcadero, meublè collegato all'hotel Metropole Suisse dalla fascinosa architettura, è un ambiente piacevole e molto accogliente, con vetrate che offrono un apprezzabile panorama e dotato anche di giardino e tavoli all'aperto in cui mangiare d'estate. La cucina è classica italiana, con alcune specialità regionali e specializzata in particolar modo nel pesce. Il Ristorante Imbarcadero, situato in provincia di Como, dispone inoltre di una buona cantina vini con selezione curata delle etichette. Complessivamente offre la disponibilità di 120 coperti.
4 persone su 4 hanno trovato questa recensione utile
E' il ristorante annesso a uno dei più famosi hotel di Como (ovvero il Metropole Suisse), proprio sul Lungolago. I saloni sono ampi e arredati con gusto e ricercatezza, anche se poco luminosi, cosa che potrebbe mettere un po' di angoscia in alcuni. Il locale è uno di quei posti che si possono definire di classe, con due camerieri a servire e il sommelier. La cucina è abbastanza ricercata, ma le proposte di menù non sono tantissime e purtroppo, la volta in cui ci sono stato, i piatti mancavano completamente di verve. Gli amanti della cucina semplice e/o tradizionale si troveranno un po' in difficoltà nella scelta delle pietanze e questo, pur non essendoci un'estremizzazione verso la cucina creativa. Ricercata, quindi, proposte particolari, ma non eccessivamente creative (e questo -a mio avviso- è un bene). Il conto è stato salato (sopratutto a causa del vino), ma in un posto del genere ce lo si aspetta, di andare a pagare sopratutto il nome/ambiente/servizio, rispetto a quello che poi effettivamente si mangia. Uscendo dal ristorante, non mi sono sentito propriamente soddisfatto... e vorrei precisare che non era per via della spesa. Personalmente, ho l'impressione che i fasti di un tempo si siano un poco affievoliti e il ristornate "sopravviva" grazie alla nomea che si è conquistato negli anni e per il fatto di essere collegato al Metropole Suisse... e anche grazie agli immancabili pranzi di lavoro, dove probabilmente conta più la scena che la sostanza.