Ristorante Don Alfonso 1890 di Massa Lubrense

Ristorante Don Alfonso 1890 di Massa Lubrense

Campania

Comune Massa Lubrense

Ristoranti

Indirizzo corso Sant'Agata 11, Massa Lubrense (NA)
Telefono 081 8780026
Sito Visita il sito del ristorante
Fascia di prezzo alta
Tipo di cucina Creativa

Giudizi delle Guide

L'Espresso 16,5 su 20
Gambero Rosso 93 su 100
Riconoscimenti Gambero Rosso 3 ForchetteEspresso 2 CappelliMichelin 2 StelleGuida Michelin 4 Forchette
Il Ristorante Don Alfonso 1890 è un ambiente unico, d'epoca, elegante e molto suggestivo, caratterizzato da sale e salette bianchissime in cui risaltano arredi d'epoca, lampadari in vetro di Murano e maioliche dipinte a mano tipiche della Penisola Sorrentina. La cucina proposta è un'apoteosi campana con interpretazioni creative, basata sulla mediterraneità e sulla qualità assoluta delle materie prime. Il Ristorante Don Alfonso 1890, situato nella frazione di Sant'Agata sui due Golfi a Massa Lubrense in provincia di Napoli, dispone inoltre di una eccellente cantina vini ricavata in un antico cunicolo di epoca romana, in cui si trovano 25000 bottiglie, 1300 etichette, grandi vini italiani di ogni regione e rarità del territorio, francesi e di tutto il mondo.



Recensione Utenti

Opinioni inserite: 7

Voto medio: 
 
4.2
Cucina :
 
4.4   (7)
Servizio :
 
4.6   (7)
Ambiente :
 
4.4   (7)
Qualità/prezzo:
 
3.2   (7)
 
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Cucina *
Servizio *
Ambiente *
Qualità/prezzo*
Ristoranti
Commenti*
 

Nulla di esaltante

Voto medio: 
 
3.3
Cucina :
 
2.0
Servizio :
 
5.0
Ambiente :
 
5.0
Qualità/prezzo:
 
1.0
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Opinione inserita da Rino
29 Settembre, 2012
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Ultimo aggiornamento: 29 Settembre, 2012
1 persone su 2 hanno trovato questa recensione utile

Ambiente e servizio promossi a pieni voti. La sig.ra Livia, moglie dello chef Iaccarino, forse un po' troppo invasiva, ma comunque persona di classe e cultura. Venendo alla cucina, a me non è piaciuta per nulla. Non discuto la difficoltà nel realizzare certi piatti e l'originalità a volte sfacciata (gelato di coniglio... mah), ad ogni buon conto il palato vuole la sua parte e non c'è stato nulla che mi abbia particolarmente entusiasmato. Menu a base di pesce dove si è scelto di dare campo libero anche qui alle fantasie della casa e accompagnare le pietanze ai vini rossi. Risultato finale: conto astronomico e vertigini sulla via del rientro verso casa. Personalmente non ci torno.

Ristoranti

Piatto più apprezzato Tonno in granella di pistacchio.
 

Eccezionale

Voto medio: 
 
5.0
Cucina :
 
5.0
Servizio :
 
5.0
Ambiente :
 
5.0
Qualità/prezzo:
 
5.0
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Opinione inserita da vincenzo
02 Agosto, 2012
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Ultimo aggiornamento: 02 Agosto, 2012
0 persone su 0 hanno trovato questa recensione utile

Niente da dire, parliamo di uno dei ristoranti più apprezzati d'Italia.
Accoglienza eccezionale, piatti innovativi, grande creatività.
Un ristorante da provare.

Ristoranti

Piatto più apprezzato Tonno in granella di pistacchio.
 

Esperienza indimenticabile

Voto medio: 
 
4.8
Cucina :
 
5.0
Servizio :
 
5.0
Ambiente :
 
5.0
Qualità/prezzo:
 
4.0
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Opinione inserita da Leonardo
20 Mag, 2011
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1 persone su 2 hanno trovato questa recensione utile

Andare al Don Alfonso non è solo andare al ristorante, ma è una esperienza sensoriale ed emotiva.
Fantastica ospitalità, piatti curati nei minimi dettagli, ambiente stupendo. Ho avuto il piacere di apprezzare alcuni dei nuovi piatti 2011, che dire il gelato al coniglio mi ha sconvolto tutti i sensi, equilibrio di sapori, diverse consistenze e temperature... è stato scioccante, sconvolgente, entusiasmante.
Adoro il Don Alfonso e ci tornero' per assaggiare nuovi piatti e vivere nuove emozioni.

Ristoranti

Piatto più apprezzato Gelato di coniglio, caviale Oscetra e asparagi con salsa vegetale e tuorlo d'uovo biologico
 

il top

Voto medio: 
 
4.8
Cucina :
 
5.0
Servizio :
 
5.0
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5.0
Qualità/prezzo:
 
4.0
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Opinione inserita da cozzolino lorenzo
03 Mag, 2011
Top 10 opinionisti
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Ultimo aggiornamento: 03 Mag, 2011
1 persone su 1 hanno trovato questa recensione utile

Il top della ristorazione campana: cucina di alto livello; servizio inappuntabile. Per quanto riguarda l'ambiente, il luogo è veramente incantevole ed il locale all'interno è elegantissimo.
Rapporto qualità prezzo: fascia alta, ma la qualità giustamente si paga.

Ristoranti

Piatto più apprezzato secondi stagionali
 

Don Alfonso monumento della ristorazione campana

Voto medio: 
 
5.0
Cucina :
 
5.0
Servizio :
 
5.0
Ambiente :
 
5.0
Qualità/prezzo:
 
5.0
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7 persone su 8 hanno trovato questa recensione utile

Don Alfonso...
Ci sono luoghi simbolo a cui non si può chiedere di dismettere i propri panni per essere altro.
Ai monumenti non si può chiedere d’esser circolo ricreativo, discoteca o barsport e Don Alfonso è il monumento della ristorazione campana.
Certo qualcuno obietterà ancora che il “mangiare” non può essere sublimato a tal punto da trascendersi. Invece il cibo, mai come in questo evo, assurge ad opera d’arte in quanto la creatività culinaria è l’unica –oggi- in grado di comunicare in modo esteso un concetto creativo. La poesia espressa attraverso la trasformazione dell’alimento è l’unica facilmente accessibile al pubblico.
Sto dicendo che l’alta cucina ha preso il posto delle arti visive.
Dunque, così come nelle arti visive, tutti possono arredare il proprio salotto con un quadro...non tutti lo possono arredare con un artista quotato.
Seguitando un questo ragionamento, salendo ancora di livello, si comprenderà pure che il quadro potrebbe essere non solo oggetto d’arredo, bensì anche lavoro d’intelletto che reca contenuti che trascendono l’immagine stessa –come un libro, che non è solo una sequenza di fogli scritti per il nostro diletto-.
Se addirittura arrivassimo a discutere del Quadro d’Autore dovremmo constatare che non si parla nemmeno più di chi lo possiede, eventualmente, di chi temporaneamente detiene quel tale pezzo di patrimonio dell’umanità. E’ un’inezia sapere chi possiede quel tale quadro perché tra il possessore temporaneo dell’opera e l’opera c’è l’abisso che passa tra uno sbadiglio e un ente stabile dell’universo”.
Ma poiché dopo Duchamp, diciamo con gli anni ’60, l’oggetto d’arte attraverso un processo naturale (quindi incontrollabile) è diventato l’espressione sempre più profonda e soggettiva del proprio mondo interiore. L’espressione umana, attraverso le arti visive, ha finito per essere comprensibile solo a colui che la esprime, in quanto detta con “parole” talmente personali da essere sconosciute, assenti, persino dal “vocabolario emotivo” condiviso.
Ecco allora che l’espressione creativa attraverso l’alimento, oltre a potersi manifestare in modo esteticamente sublime resta sempre accessibile in quanto, almeno per ora, il gusto (comprensivo pure della componente visiva) non è mai incomprensibile, quantomeno, non è mai totalmente incomprensibile.
Questo è il motivo per cui alcuni creativi culinari sono considerati nel mondo artisti a tutti gli effetti. Dunque, godere della creazione di un’orata di Alain Ducasse è come godere di un’esecuzione pianistica di Glenn Gould.
Qualcuno sollevando un problema di natura morale dirà di non essere d’accordo “perché il cibo è una componente primaria e non può, non deve, diventare oggetto di speculazione intelletuale”.
Io credo che, stante la componente primaria e fondamentale del cibo che è il valore nutritivo e la funzione di sostenerci; non si può cadere nel fondamentalismo del “cibo elementare” a tutti i costi in quanto la componente culturale, in qualsiasi espressione umana, ha una parte che trascende la funzione dell’oggetto che pure ci è necessario.
A nessuno oggi verrebbe in mente di contestare l’arte dell’architettura, Michelangelo, LeCorbusier, con l’argomento che in fondo a noi serve solo un tetto per coprirci. Saremmo altrimenti ancora nelle caverne. A nessuno viene in mente –stante il bisogno reale di coprirsi- di contestare l’abbigliamento, il valore di una manifattura di pregio, di un materiale ricercato, sol perché in fondo andrebbe bene anche una pelliccia grezza per ripararsi dal freddo.
Ecco con il cibo è la stessa cosa. Esso assolve una funzione vitale ma, come tutto ciò che passa per la testa e le mani dell’uomo viene “culturalizzato”, a volte con grandi danni, altre con forma sublime.
Ebbene.
Anche noi abbiamo il nostro monumento culinario, si chiama Alfonso Iaccarino, perché pretendiamo che quello che, tra i pochi campani, è considerato eccelso nell’albo degli artisti debba rendersi oste?
Se non posso permettermi un Monet (e non me lo posso permettere) mica dico che il prezzo di Monet è ingiustificato. Monet costa tanto perché esprime in modo eccelso il pensiero creativo della sua epoca, non solo perché è un oggetto di speculazione economica.

Anche io ci sono potuto andare con la mia compagna una sola volta da Don Alfonso e considero quell’esperienza come un regalo auto concessoci. Come se le avessi regalato un gioiello, come se mi avesse regalato un Rolex.

Le “Candele spezzate con pancetta, piselli e caciotta” erano sublimi e il “Ristretto di cappone di mare con sedanini di pasta zafferano e asparagi” erano ancora di più.
Ma i “Calamaretti con piselli, fave e patate con salsa di Aglianico” erano un vero monumento del gusto!
I vini: inutile dire che la cantina è impareggiabile ma, come dice Gualtiero Marchesi, è relativa, in quanto un grande piatto viaggia da solo, non si completa necessariamente con il vino, può tranquillamente vivere in autonomia.
Il servizio: e chi l’ ha visto mai un servizio di quel livello!
Il locale poi, posto in una cornice come quella, a cavallo tra Penisola Sorrentina e Costiera Amalfitana, non abbisogna del mio suffragio.
Salvator Rosa

Ristoranti

Piatto più apprezzato Calamaretti con piselli, fave e patate con salsa di Aglianico
 

semel....

Voto medio: 
 
2.5
Cucina :
 
4.0
Servizio :
 
3.0
Ambiente :
 
2.0
Qualità/prezzo:
 
1.0
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Si No
Opinione inserita da vittorio
22 Settembre, 2009
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3 persone su 5 hanno trovato questa recensione utile

Ho mangiato Spaghetti all’astice e profumo di prezzemolo a Euro 36,00
Ravioli di caciotta fresca, pomodorini vesuviani e basilico a Euro 26,00
Calamaretti e gamberetti con alghe ed ortaggi
in croccante frittura e riduzione di agrumi a Euro 35,00
Tutti i sapori ben equilibrati e con materie prime sceltissime, i calamaretti e i gamberetti fritti (quelli che sono riuscito a trovare tra le alghe)eccellenti ma un ricarico del trecento per cento sul vino è francamente eccessivo.
Inoltre solo l'ultimo bicchiere era a temperatura giusta, cosa questa che da un ristorante del genere non mi sarei mai aspettato.
Insomma un'esperienza da fare ma da non ripetere.

Ristoranti

Piatto più apprezzato Calamaretti e gamberetti con alghe ed ortaggi

in croccante frittura e riduzione di agrumi, se solo ci fossero stati anche i calamaretti e i gamberetti. Ottima, comunque, la preparazione.
 

Eccellente Don Alfonso. Caro Don Alfonso!!

Voto medio: 
 
3.8
Cucina :
 
5.0
Servizio :
 
4.0
Ambiente :
 
4.0
Qualità/prezzo:
 
2.0
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Si No
Opinione inserita da salvatore
25 Ottobre, 2007
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4 persone su 7 hanno trovato questa recensione utile

Grande cucina, semplice e colorata e soprattutto con prodotti superlativi!!! Ripeto: superlativi!! E' per questo che i sapori sono cosi unici. Infatti ogni frutto, ortaggio, olio d'oliva e chissà cos'altro..provengono dalla tenuta del proprietario a Punta Campanella.. Davvero tanta qualità. Peccato che meno di 140 euro a testa, SENZA VINO... siano troppi...

 
 
 

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